
La Villa Moessmer, nata come rappresentativa residenza padronale di fine Ottocento, incarna il legame architettonico tra abitare e identità industriale. L'obiettivo del progetto è la trasformazione dell'edificio esistente in un ristorante di pregio, senza compromettere l'integrità storica della villa. A causa di ripetuti interventi interni, il carattere spaziale originale era stato indebolito, rendendo necessario un approccio di ampliamento cauto e rispettoso. L'elemento centrale è l'aggiunta di una struttura autonoma, tipologicamente ispirata alle verande caratteristiche dell'epoca. Questo intervento non si presenta come un ampliamento classico, ma come un padiglione dall'aspetto leggero e reversibile. Tale soluzione permette di soddisfare le esigenze funzionali di un concept gastronomico moderno, mantenendo al contempo leggibile la sostanza storica della villa. Il progetto si basa quindi su un rapporto dialogico tra antico e nuovo, tra continuità ed evoluzione, fondato su basi architettoniche e storico-culturali.
Arch. Walter Angonese e Arch. Klaus Hellweger – Progetto, iter autorizzativo, direzione lavori architettonica, interior design
BergmeisterGmbH – Progettazione termosanitaria, elettrica, statica e antincendio
La qualità architettonica del progetto emerge nella precisa definizione del passaggio tra la sostanza storica e l'aggiunta contemporanea, nonché nell'attenta organizzazione funzionale. La nuova veranda-cucina si innesta sull'angolo nord-ovest dell'edificio, articolando i flussi del ristorante su più livelli. Nel piano rialzato, completamente vetrato, si trova la cucina a vista, concepita come un palcoscenico con affaccio diretto sul parco circostante. Il collegamento diretto con l'edificio storico unisce accoglienza e sale da pranzo, creando un'atmosfera intima e domestica. Fondamentale è stata la stretta collaborazione con lo chef tristellato Norbert Niederkofler: il confronto costante ha fornito agli architetti preziose intuizioni sui flussi di lavoro professionali, tradotte direttamente nella progettazione degli spazi. Al piano interrato trovano posto la cucina di preparazione e l'area consegne, mentre l'edificio storico ospita locali accessori e cantina. Il design della facciata distingue consapevolmente la trasparenza del piano superiore da un basamento dalla texture tessile, che richiama la storia del lanificio.
Il progetto trae forza dall'equilibrio tra sostanza storica e linguaggio architettonico contemporaneo. Il ripristino della dignità originale della villa ne rafforza il ruolo di edificio identitario e custode della cultura aziendale. Al contempo, la nuova veranda-cucina aggiunge un accento architettonico autonomo e rispettoso: grazie alla forma a padiglione e alla trasparenza, appare leggera e reversibile, completando l'esistente senza dominarlo. Il focolare centrale, fulcro spaziale e funzionale, conferisce all'ambiente una qualità archetipica. Il legame diretto con il parco e il paesaggio è preservato ed enfatizzato dalle ampie vetrate. Nel complesso, nasce un insieme coerente che riflette il passato industriale della fabbrica Moessmer, consentendo una fruizione moderna di altissimo livello. L'architettura media tra storia e presente, creando un luogo di forte identità e grande qualità.